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Microsoft Windows 8: le novità - parte 2

Written By Unknown on Sabtu, 03 November 2012 | 23.59

A una settimana circa dal rilascio ufficiale del nuovo sistema operativo Microsoft pubblichiamo questa seconda parte del nostro articolo dedicato alle principali novità. Nella prima parte abbiamo descritto la nuova interfaccia Windows 8, le novità di Windows Explorere alcuni dettagli sulla sicurezza; nelle pagine seguenti proveremo a entrare più nel dettaglio su argomenti relativi alle caratteristiche interne e forse meno visibili del nuovo sistema operativo. Le novità da descrivere sono parecchie e scegliere le più importanti e le più interessanti non è stato facile, di sicuro ne abbiamo dimenticata qualcuna ma ci ripromettiamo di rimediare in un ulteriore approfondimento già previsto per i prossimi giorni.

Microsoft da tempo pone l'accento sui tempi di avvio di Windows 8, tempi particolarmente ridotti rispetto ai precedenti sistemi operativi. Le differenze sono tangibili anche su sistemi non recentissimi e senza entrare troppo nei dettagli Steven Sinofsky qualche tempo fa ha fornito qualche informazione. Rispetto a Windows 7, infatti, viene chiusa la sessione dell'utente ma, invece che chiudere la sessione kernel, questa viene ibernata. Comparata all'ibernazione completa, che include molte pagine di memoria in utilizzo dalle applicazioni, i dati dell'ibernazione della sessione 0 sono molto più piccoli e richiedono così molto meno tempo per essere scritti su disco. Utilizzando questa tecnica per l'avvio si possono andare a ridurre notevolmente i tempi: si tratta di leggere il file di ibernazioni e ri-inizializzare i driver. Questa procedura è generalmente più veloce sulla maggior parte dei sistemi e offre da un 30 ad un 70% di miglioramento prestazionale. Questa la spiegazione di Steven Sinofsky.

Windows 8

In sintesi Windows 8 permette di andare a ridurre i tempi di avvio del sistema operativo perché riattiva il sistema operativo ibernato (libero però da ogni istanza di applicazioni), invece che riavviare completamente. A questo è stato affiancata anche una riattivazione del sistema che si articola in più fasi, in grado di sfruttare al meglio tutti i core dei sistemi multi-core. In linea di principio, questo nuovo sistema di avvio consentirà di avere benefici non solo in PC dotati di SSD, ma anche in piattaforme con hard disk tradizionale.

Alcune prove condotte su differenti sistemi con Windows 8 hanno confermato quanto dichiarato in precedenza da Microsoft, infatti Windows 8 si avvia in tempi veramente rapidi e sicuramente inferiori rispetto ai sistemi operativi precedenti. Questi risultati sono ovviamente garantiti dal più recente hardware a disposizione ma anche da alcune scelte, come ad esempio il supporto a Unified Extensible Firmware Interface. Per garantire la retrocompatibilità la casa di Redmond continuerà comunque a garantire il funzionamento di Windows 8 su sistemi dotati di Bios legacy.

Microsoft è convinta che Windows 8 giunga sul mercato in un momento nel quale Unified Extensible Firmware Interface sarà ampiamente diffuso e utilizzato, per tal ragione intende sfruttarne le potenzialità. Un primo esempio pratico di tutto ciò è il differente aspetto grafico di tutta la fase di boot: con UEFI non si avrà distinzione tra  Power-on Self-test (POST) e fasi finali del setup e in tutte queste operazioni il sistema si occuperà di renderizzare sul display un'interfaccia grafica utilizzabile anche sui dispositivi privi di tastiera fisica.

Dove non è stato possibile integrare le funzionalità touch si è scelto di mettere a disposizione una tastiera virtuale attraverso la quale interagire con il sistema.

C'è un modo di dire che per certi utenti è un mantra quando suggeriscono un PC a un amico: la ram non è mai abbastanza. E questo è in parte vero con sistemi operativi e applicazioni sempre più avide di risorse, ma ancor più vero in presenza di codice che mal gestisce la preziosa risorsa. Per migliorare la situazione rispetto al passato il nuvo sistema operativo verifica la presenza di oggetti duplicati in memoria: per ottimizzare lo spazio ne verrà così tenuta una sola copia. Un altro miglioramento riguarda la possibilità per gli sviluppatori di designare alcuni processi come di "bassa priorità"; qualora il sistema dovesse trovarsi a corto di memoria, questi processi saranno i primi ad essere rimossi.


Uno dei cambiamenti più importanti riguarda la modalità con cui molti processi di sistema saranno avviati: servizi come Windows update o plug and play, infatti, sono sempre attivi in Windows 7. In Windows 8 invece non verranno avviati in occasione dell'accensione del sistema, ma solo quanto saranno realmente necessari. L'eliminazione di questi servizi dall'avvio del sistema rappresenta un importante passo per andare a ridurre la memoria consumata dalla piattaforma.


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Avast! Free Antivirus

scheda aggiornata 1 giorno fa

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Avast! Free Antivirus è una soluzione antivirus che fa dell'efficacia e della semplicità d'uso i suoi principali cavalli di battaglia. L'interfaccia utente, completamente rinnovata a partire dalla release 5.0, risulta infatti particolarmente adatta ai meno esperti, ma consente anche un facile accesso alle impostazioni più avanzate.

Per quanto riguarda la sicurezza, l'efficacia dell'engine antivirus di Avast! Free Antivirus è provata dalle certificazioni ICSA Labs e VB100, oltre che dagli interessanti risultati fatti registrare nel corso di alcuni test comparativi messi a punto da laboratori di ricerca indipendenti come AV-Comparatives.org e AV-Test.org.

Sotto il profilo prestazionale, Avast! Free Anvirus utilizza un quantitativo limitato di risorse del sistema e risulta estremamente leggero, pertanto rappresenta una valida soluzione anche per i computer meno potenti. Avast! Free Antivirus è utilizzabile liberamente per fini non commerciali, ma in alternativa sono disponibili a pagamento le due edizioni Avast! Pro Edition e Avast Internet Security; per ulteriori informazioni a riguardo, vi rimandiamo al sito ufficiale di Avast!

Di seguito ecco l'elenco delle principali caratteristiche tecniche del software:

  • Kernel antivirus
  • Motore di scansione euristico
  • Aggiornamenti automatici
  • AntiRootkit integrato in realtime
  • Protezione completa del sistema da malware e spyware
  • Protezione web
  • Protezione e-mail
  • Protezione P2P
  • Protezione instant messaging
  • Virus Cleaner integrato
  • Emulatore PUP (programmi potenzialmente indesiderati)
  • Modalità di gioco silenziosa
  • Supporto Sistemi Operativi a 64 bit
  • Supporto Windows 7

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AMD System Monitor

scheda aggiornata 1 giorno fa

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AMD System Monitor è software di monitoraggio specificamente sviluppato da AMD per l'abbinamento con le proprie soluzioni GPU e CPU, capace di fornire indicazione grafica di come il carico di lavoro venga suddiviso tra CPU e GPU istante per istante.

Per questo motivo AMD System Monitor risulta essere particolarmente interessante per i possessori di APU, cioè di quei componenti che integrano al proprio interno sia CPU che GPU in un singolo chip.

Le informazioni fornite dal software includono pertanto la percentuale di occupazione dei vari core presenti nella CPU, la frequenza di clock di GPU e memoria video e varie informazioni sulla percentuale di occupazione della memoria di sistema e su come questa sia utilizzata da sistema in un dato istante.


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Firefox 17

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Hard disk da 10Tb per pollice quadrato, presto una realtà

Sebbene le soluzioni di storage a stato solido si stiano diffondendo in maniera abbastanza consistente all'interno di vari segmenti di mercato, le tradizionali soluzioni di storage magneto-meccaniche saranno impiegate ancora per diverso tempo per la conservazione di dati a medio-lungo termine. Il miglioramento delle loro capienze è pertanto un elemento importante per l'intera industria e al quale i ricercatori dell'istituto A*STAR di Singapore stanno lavorando con varie attività di ricerca.

Una delle più recenti riguarda la tecnologia cosiddetta di "grain-based magnetic recording" che prevede la conservazione dell'informazione su un singolo granulo magnetico della pellicola del supporto di registrazione. Lo stoccaggio dati basato su registrazione magnetica prevede infatti che la superficie sulla quale vengono stoccati i dati sia divisa in regioni magnetiche caratterizzate ciascuna da una magnetizzazione uniforme. Ciascuna di queste regioni è a sua volta composta da poche centinaia di "granuli" magnetici, delle dimensioni di una decina di nanometri ciascuno.

Le attuali tecniche di registrazione magnetica prevedono l'impiego di un singolo dominio (e quindi, di più granuli) per la conservazione di un bit di informazione, laddove la tecnologia grain-based magnetic recording si basa sull'impiego di un singolo granulo magnetico per la conservazione di un bit di informazione. La possibilità di utilizzare un singolo granulo consentirebbe di incrementare la stabilità e ridurre i campi magnetici necessari per la scrittura di un bit.

Gli scienziati dell' A*STAR institute, coordinati dalla ricercatrice Melissa Chua, hanno eseguito due diverse modellazioni, una su base analitica, una su base statistica, dei processi di scrittura utilizzati negli hard disk. Le due modellazioni, applicate alla tecnologia grain-based magentic recording, hanno restituito risultati coerenti dimostrando che questa tecnologia è traducibile nella pratica per incrementare la densità di informazione dei supporti di storage magnetico fino a 10 terabit per pollice quadrato.

Gli hard disk realizzati con le attuali tecnologie sono caratterizzati da una densità di informazione pari a circa 625 gigabit per pollice quadrato, con proiezioni per il prossimo anno che parlano di circa 900 gigabit per pollice quadrato. In quest'ultima caso sarà possibile realizzare hard disk da 3,5 pollici con una capienza complessiva di 5TB: ciò significa che un hard disk basato sulla tecnologia grain-based magnetic recording potrà facilmente superare i 50TB di capienza complessiva.


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Portable Thunderbird

scheda aggiornata 7 ore fa

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Portable Thunderbird è un applicativo espressamente pensato per essere caricato su una memory card in modo da rendere sempre disponibili le preferenze personali o le proprie extension anche utilizzando sistemi Windows altrui.


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Processori Intel Ivy Bridge-E al debutto dopo metà 2013

Processori Intel Ivy Bridge-E al debutto dopo metà 2013 Paolo Corsini 03 Novembre 2012, alle 10:46 Processori

"Nuova linfa per le schede madri socket 2011 LGA, che potrannno venir aggiornate dalla metà del prossimo anno con i processori Ivy Bridge-E; con questi non si andrà comunque oltre i 6 core in sistemi desktop"


La piattaforma socket 2011 LGA, quella per i sistemi desktop top di gamma proposta da Intel, è destinata ad avere una seconda vita a partire dalla seconda metà del 2013. Le schede madri dotate di questo socket, infatti, potranno utilizzare le future CPU Ivy Bridge-E grazie ad un semplice aggiornamento del bios.

Questi processori, come il nome in codice indica chiaramente, utilizzeranno architettura Ivy Bridge mantenendo le stesse caratteristiche tecniche delle proposte Sandy Bridge-E attualmente in commercio. Ricordiamo che per queste ultime sia previsto il debutto di un nuovo modello, Core i7-3970X, caratterizzato da architettura a 6 core e da frequenza di clock di 3,5 GHz.

Le CPU Ivy Bridge-E saranno proposte in versioni con un massimo di 6 core, stando a quanto anticipato dal sito MyDrivers a questo indirizzo: Intel non andrà quindi ad aumentare il numero massimo di core messi a disposizione in sistemi desktop, così da non raggiungere valori di consumo troppo elevati che vadano a superare un TDP di riferimento di 130 Watt.

Verrà quindi mantenuta una dotazione di memoria cache L3 di 15 Mbytes, in abbinamento a controller memoria DDR3 di tipo quad channel. E' ipotizzabile che questa stessa architettura verrà proposta anche in processori della famiglia Xeon, destinati all'utilizzo in sistemi server, così come avvenuto con le proposte Sandy Bridge-E. In questo caso saranno presentati anche modelli dotati al proprio interno di 8 core, abbinati a frequenze di clock non così elevate come per le CPU desktop a 6 core e dotati di cache L3 in quantitativo di 20 Mbytes.

Per queste CPU della famiglia Xeon l'avere a disposizione due core di processore in più compensa la riduzione nella frequenza di clock massima, alla luce del particolare scenario di utilizzo tipico per questi processori. Considerazione differente vale invece per i sistemi desktop, nei quali è più difficile sfruttare un elevato numero di core in parallelo mentre è preferibile una frequenza di clock più elevata così da sfruttare al meglio le applicazioni single threaded.

Commenti (9)

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Commento # 2 di: AceGranger pubblicato il 03 Novembre 2012, 11:41

"Intel non andrà quindi ad aumentare il numero massimo di core messi a disposizione in sistemi desktop, così da non raggiungere valori di consumo troppo elevati che vadano a superare un TDP di riferimento di 130 Watt."

come minimo con i 22 nm in 130 Watt ci stanno tranquilli tranquilli 8 core a 3,5 GHz, visto che gia ora in 135 Watt ci stanno 8 core a 2,9...

"In questo caso saranno presentati anche modelli dotati al proprio interno di 8 core, abbinati a frequenze di clock non così elevate come per le CPU desktop a 6 core e dotati di cache L3 in quantitativo di 20 Mbytes."

ma se girano gia da una vita i sample a 10 core.... e indiscrezioni parlano dei 12 core...

Commento # 5 di: TecnologY pubblicato il 03 Novembre 2012, 12:14

Non ci credo che venderanno dei sei core fino a fine 2014... che se li tengano, dovevan esser 10 core secondo rumors.

Quelli si che sarebbero stati fighi, sti qua porterebbero un aumento prestazionale ridicolo rispetto anche ad un vecchio i7 990x.

Speravo con il successore di haswell (Broadwell) sarebbero usciti degli esacore per la fascia media, ma se questo è il trend.....alla fine si ritroverebbero con ivy-E vs Broadwell entrambi 6 core, e chi mai comprerebbe i primi...

mah spero di sbagliarmi, magari gli ivy-e 8 core li butteran fuori in seguito

Commento # 7 di: TecnologY pubblicato il 03 Novembre 2012, 15:17

sui portatili ok, dato che più core consumano....

ma sui fissi pretendo più core, un aumento di ipc del 15% mi incrementa la potenza computazionale massima del 15%, un aumento dei core, ad esempio da 4 a 6 del 50%.

Se riuscissero ad abbinare le cose sarebbe meglio ancora... altrimenti abbiamo uno sviluppo tecnologico col freno a mano, anche perchè buona parte della potenza viene sottratta dalla GPU integrata nel processore, una gpu inutile per chi ha un desktop serio.

Commento # 8 di: coschizza pubblicato il 03 Novembre 2012, 15:46

Originariamente inviato da: TecnologY

ma sui fissi pretendo più core, un aumento di ipc del 15% mi incrementa la potenza computazionale massima del 15%, un aumento dei core, ad esempio da 4 a 6 del 50%.

Se riuscissero ad abbinare le cose sarebbe meglio ancora... altrimenti abbiamo uno sviluppo tecnologico col freno a mano, anche perchè buona parte della potenza viene sottratta dalla GPU integrata nel processore, una gpu inutile per chi ha un desktop serio.

non è esattamente cosi;
un umento di ipc del 15% mi aumenta la potenza del 15% nella stragrande maggioranza dei casi mentre aumentare i core da 4 a 6 ti puo portare un aumento prestazionale solo teorico del 50% in casi particolari ma puoi avere un incremento medio persini inferiore al 15% iniziale perche dipende dai software che usi, e parlando del mercato consumer dove l'utilizzo dei pc non è certo spinto molto su software multithread questo conta.

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PayPal, consolidamento e riduzione del personale

Written By Unknown on Kamis, 01 November 2012 | 23.04

PayPal, la nota società che offre servizi e prodotti per i trasferimenti monetari, ha deciso di ridurre il proprio organico licenziando 325 impiegati full-time e congedando 120 contrattisti, all'interno di una operazione di riorganizzazione portata avanti dal presidente David Marcus.

La società ha comunicato nei giorni scorsi che la riduzione della forza lavoro sarà dovuta al consolidamento degli attuali nove gruppi di programmazione e sviluppo all'interno di una sola organizzazione. Ebay sosterrà 15 milioni di dollari di spese di ristrutturazione, che verranno contabilizzate nel quarto trimeste fiscale, per le operazioni correlate al taglio dei posti di lavoro.

Il consolidamento dei gruppi avrà l'inevitabile conseguenza di creare parecchie ridondanze di ruoli, motivo per il quale si rende necessario un ridimensionamento dell'organico. Il nuovo assetto della compagnia consentirà di velocizzare i tempi di sviluppo e progettazione di nuovi prodotti e servizi, per tenere il passo con le proposte dei nuovi concorrenti come Square e Dwolla. A tal proposito Marcus ha dichiarato: "E' importante riconoscere la realtà della situazione. In alcuni casi non abbiamo prodotti migliori e dobbiamo fare qualcosa".

La riorganizzazione fu delineata già durante il mese di giugno dallo stesso Marcus, sebbene allora non venne fatta menzione di un possibile ridimensionamento della forza lavoro. Sempre all'interno della stessa manovra riorganizzativa, Hill Ferguson, già vicepresidente Global Product per PayPal, avrà ora il compito di guidare la nuova singola divisione di sviluppo accanto al CTO James Barrese.


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Windows 8: vendute 4 milioni di copie in 3 giorni

Si è aperta da poche ore BUILD 2012, la conferenza organizzata da Microsoft per incontrare presso il campus di Redmomd circa 2000 sviluppatori, e in questa occasione Steve Ballmer ha portato le prime cifre relative a Windows 8. Il CEO di Microsoft annuncia che dal momento del rilascio sono già state vendute 4 milioni di licenze, gran parte di esse derivanti con buona probabilità dall'upgrade di sistemi.

A questo numero bisogna poi aggiungere il quantitativo di licenze già acquistato dagli OEM per i propri sistemi che verranno commercializzati nei prossimi tempi. L'obiettivo indicato da Ballmer è importante: si parla di oltre 400 nuovi sistemi sul mercato basati sul nuovo sistema operativo, cifra a cui bisogna aggiungere il numero di PC basati su Windows 7. E il vecchio sistema operativo Microsoft indica ben 670 milioni di licenze sul mercato.

BUILD 2012 ha una valenza strategica per Microsoft: l'azienda deve convincere gli sviluppatori a lavorare sulla propria piattaforma arricchendo così lo Store dedicato a Windows 8, Windows RT e ovviamente a Windows Phone. Il nuovo ambiente grafico di Windows 8 con tutte le novità annesse è indubbiamente un'interessante opportunità per gli sviluppatori, ma al tempo stesso può rappresentare un freno per il pubblico meno propenso alle novità.

E proprio da questo delicato equilibrio dipende parte del successo dei nuovi progetti Microsoft che vanno valutati sempre più come ecosistema (Windows 8, Windows Phone 8, Xbox e servizi) e non come semplice sistema operativo. In occasione del lancio di Windows Phone 8 è già stato fatto qualche riferimento al ben noto gruppo di app definite immancabili, e anche nel caso dello Store per Windows 8 Ballmer cita una cifra valida sul mercato USA: si parla al momento di 5000 applicazioni.

Tra esse ci sono nomi importanti tra cui i principali network di informazioni, ma anche utility come Dropbox, strumenti professionali SAP e presto, pare, anche una versione di Twitter.


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Samsung aggiunge iPhone 5 alla causa sui brevetti LTE

Samsung aggiunge iPhone 5 alla causa sui brevetti LTE Andrea Bai 31 Ottobre 2012, alle 16:29 Apple

"La compagnia coreana ha inserito anche l'ultimo smartphone della Mela nell'elenco dei dispositivi che sarebbero colpevoli di violare alcuni brevetti legati alla tecnologia LTE. Ma l'azione legale di Samsung potrebbe essere più debole del previsto"


La coreana Samsung ha fatto sapere di aver aggiunto in via ufficiale e definita il nuovo iPhone 5 alla lista di dispositivi Apple che sarebbero colpevoli di infrangere una serie di brevetti di sua proprietà legati alle tecnologie LTE.

Samsung aveva già minacciato un'azione legale nei confronti della Mela durante il mese di agosto, proprio sui brevetti LTE. Apple, di contro, ha più volte affermato di aver acquistato i componenti radio LTE da Qualcomm, che detiente tutte le licenze per i brevetti legati a questa tecnologia, e che le licenze di Qualcomm si estendono anche ai propri clienti. Anche quest'ultima sostiene la medesima posizione, sebbene non sia coinvolta direttamente nella bagarre tra Apple e Samsung.

Resta comunque da vedere quanto robusta possa essere l'azione di Samsung in tribunale: esiste infatti la possibilità che almeno una parte dei brevetti in gioco possano essere ritenuti essenziali allo standard LTE e, per questo motivo, rientrare nell'ambito delle normative FRAND (Fair, Reasonable And Non Discriminatory terms). ovvero trattandosi di brevetti generici e comunque essenziali per uno standard sono soggetti a licenze d'uso meno stringenti rispetto a brevetti più specifici.

Nel caso in cui la corte dovesse verificare che le licenze di Qualcomm si estendono effettivamente anche ai propri clienti, il caso verrà rapidamente archiviato. L'obiettivo di Samsung, comunque, sembra essere quello di portare Apple (nel caso dovesse essere trovata in violazione dei brevetti della compagnia coreana) a siglare un accordo di cross-licensing che garantirebbe reciprocamente ad entrambe la licenza d'uso dei molti brevetti in gioco nelle varie battaglie legali, in cambio di un armistizio nelle aule di tribunale.

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