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Display 4k anche con funzionalità touch da Sharp

Written By Unknown on Kamis, 04 Juli 2013 | 23.05

Nella giornata di ieri, con questa notizia, abbiamo segnalato il prossimo debutto sul mercato nord americano di un display Asus da 31,5 pollici di diagonale capace di una risoluzione massima di 3840x2160 pixel e proposto a 3.500 dollari tasse escluse.

Sharp propone una soluzione simile con il modello PN-K321: 32 pollici di diagonale per una risoluzione sempre pari a 3840x2160 pixel e un prezzo richiesto pari a 5.000 dollari. L'azienda giapponese non si ferma tuttavia qui: è stato annunciato il modello PN-K322B, dotato delle stesse caratteristiche tecniche del modello PN-K321 ma dotato anche di funzionalità touch.

sharp_4k_touch.jpg (41505 bytes)

Il pannello di tipo capacitivo gestisce sino a 10 punti di contatto contemporaneamente ma è pensato, anche in virtù della elevata risoluzione di cui è capace, per un utilizzo differente rispetto allo standard. Sharp propone questo display agli artisti grafici, abbinando un pennino e permettendo di angolare il pannello sino a 25 gradi così da fornire una superficie ideale per l'interazione secondo le necessità dei grafici.

Mancano informazioni sul prezzo indicativo di questo modello; la commercializzazione verrà avviata in Giappone a partire dalla fine del mese di Luglio, con una capacità produttiva che è stimata in 250 pezzi al mesi. E' evidente come questo display, ma lo stesso può essere detto di tutti i pannelli 4K attualmente in commercio, sia ancora un prodotto di nicchia ma annunci di questo tipo, come quello del display Asus della giornata di ieri, non fanno altro che aumentare l'interesse verso questa nuova generazione di display per sistemi desktop.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell'azienda giapponese a questo indirizzo.


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I 5 freni che bloccano il Cloud

Una delle parole del momento è certamente "Cloud": tutti ne parlano, ma l'adozione di questo tipo di approccio prosegue più lentamente di quanto inizialmente sperato. Non solo in Italia, dai nostri incontri e dalle interviste effettuati durante l'evento HP Discover 2013 abbiamo scoperto che anche in altri paesi europei le cose vanno a rilento e che anche negli Stati Uniti la situazione non è così avanzata come si potrebbe pensare di primo acchito.

Ne abbiamo parlato ad esempio com Margaret Dawson, Vice President Product Marketing & Cloud Evangelist di HP Cloud Services, la quale identifica in 6 istanze ben precise i freni che attualmente bloccano la diffusione delle tecnologie cloud: Costi, Complessità, Integrazione, Sicurezza, Conformità. Ecco come possono essere sintetizzate le parolre di Margaret:

Costi - Agli albori delle tecnologie cloud in molti sono rimasti abbagliati dal miraggio del cloud low cost: eliminare server, tecnici, manutenzioni e avere applicazioni, servizi, database in modalità SaaS a costo praticamente pari a zero. La riduzione dei costi è certamente una delle leve per il passaggio al cloud, ma non ci si pò aspettare di azzerare i costi: tutto quello che non si ha più 'in casa' e che è gestito dal proprio partner ha certamente un costo, magari più ridotto grazie all'economia di scala, ma che non può diventare troppo ridotto. Il prezzo non deve essere l'unico metro di giudizio in base al quale scegliere il cloud.

Complessità - Passare al cloud può semplificare le cose, magari sollevando dall'incombenza della gestione dell'hardware necessario a supportare i servizi necessari a un'azienda, ma le prime fasi di passaggio dalla gestione tradizionale a quella cloud possono avere un grado di complessità elevato. Alcune aziende sono rimaste 'scottate' per non aver trovato il giusto grado di competenza nella gestione della complessità: in alcuni casi il lavoro da fare è quello di recuperare la fiducia dei clienti nel cloud.

Integrazione - Un discorso che va di pari passo con quanto sopra: per ottenere il meglio dal cloud è necessario che sia costruito tenendo ben presente tutti i servizi con cui l'infrastruttura deve andare ad integrarsi: sottovalutare il discorso dell'integrazione con i servizi e l'infrastruttura già esistente può portare da un lato a un netto rallentamento nella fase di setup del cloud, dall'altro a un netto sotto sfruttamento delle potenzialità delle tecnologie. I programmi di gestione della forza lavoro, gli eventuali database Oracle e SAP, tutto deve rientrare in una strategia globale affinché di possa beneficiare al meglio dei vantaggi del cloud.

Sicurezza - Dalle ricerche di mercato effettuate da HP e dai propri partner emerge come una fetta molto consistente degli IT manager (75%) sia convinta che il cloud sia imprescindibile per il futuro ma più della metà di essi è preoccupata da istanze come la sicurezza. Sicurezza che riguarda i propri dati, ma anche quella dei propri clienti.

Conformità - Le nuove tecnologie spesso presentano nuove istanze al legislatore e in una fase iniziale di sviluppo si trovano a dover rientrare nelle maglie di un sistema legislativo e di regolamentazione non specifico o aggiornato. Da questa discrespanza possono emergere istanze che frenano la diffusione dei nuovi servizi. Un esempio è la conformità alle policy di trattamento dei dati personali come quelli generati dai pagamenti con le carte di credito: per affidare a terzi questo tipo di dati sensibili è necessario che il servizio garantisca la massima conformità alle regole vigenti nel paese.

Mancanza di Standard - Anche la mancanza di standard rallenta la diffusione del cloud nelle tessuto produttivo, sia a livello italiano sia a livello mondiale: inutili complicanze nel passaggio da un sistema all'altro, necessità di riprogettare da zero la struttura se si decide di cambiare vendor con impossibilità per i diversi player di fare interessanti proposte concorrenziali di passaggio ai propri servizi a causa di quello che comporta in termini di costi.


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I 6 freni che bloccano il Cloud

Una delle parole del momento è certamente "Cloud": tutti ne parlano, ma l'adozione di questo tipo di approccio prosegue più lentamente di quanto inizialmente sperato. Non solo in Italia, dai nostri incontri e dalle interviste effettuati durante l'evento HP Discover 2013 abbiamo scoperto che anche in altri paesi europei le cose vanno a rilento e che anche negli Stati Uniti la situazione non è così avanzata come si potrebbe pensare di primo acchito.

Ne abbiamo parlato ad esempio com Margaret Dawson, Vice President Product Marketing & Cloud Evangelist di HP Cloud Services, la quale identifica in 6 istanze ben precise i freni che attualmente bloccano la diffusione delle tecnologie cloud: Costi, Complessità, Integrazione, Sicurezza, Conformità. Ecco come possono essere sintetizzate le parolre di Margaret:

Costi - Agli albori delle tecnologie cloud in molti sono rimasti abbagliati dal miraggio del cloud low cost: eliminare server, tecnici, manutenzioni e avere applicazioni, servizi, database in modalità SaaS a costo praticamente pari a zero. La riduzione dei costi è certamente una delle leve per il passaggio al cloud, ma non ci si pò aspettare di azzerare i costi: tutto quello che non si ha più 'in casa' e che è gestito dal proprio partner ha certamente un costo, magari più ridotto grazie all'economia di scala, ma che non può diventare troppo ridotto. Il prezzo non deve essere l'unico metro di giudizio in base al quale scegliere il cloud.

Complessità - Passare al cloud può semplificare le cose, magari sollevando dall'incombenza della gestione dell'hardware necessario a supportare i servizi necessari a un'azienda, ma le prime fasi di passaggio dalla gestione tradizionale a quella cloud possono avere un grado di complessità elevato. Alcune aziende sono rimaste 'scottate' per non aver trovato il giusto grado di competenza nella gestione della complessità: in alcuni casi il lavoro da fare è quello di recuperare la fiducia dei clienti nel cloud.

Integrazione - Un discorso che va di pari passo con quanto sopra: per ottenere il meglio dal cloud è necessario che sia costruito tenendo ben presente tutti i servizi con cui l'infrastruttura deve andare ad integrarsi: sottovalutare il discorso dell'integrazione con i servizi e l'infrastruttura già esistente può portare da un lato a un netto rallentamento nella fase di setup del cloud, dall'altro a un netto sotto sfruttamento delle potenzialità delle tecnologie. I programmi di gestione della forza lavoro, gli eventuali database Oracle e SAP, tutto deve rientrare in una strategia globale affinché di possa beneficiare al meglio dei vantaggi del cloud.

Sicurezza - Dalle ricerche di mercato effettuate da HP e dai propri partner emerge come una fetta molto consistente degli IT manager (75%) sia convinta che il cloud sia imprescindibile per il futuro ma più della metà di essi è preoccupata da istanze come la sicurezza. Sicurezza che riguarda i propri dati, ma anche quella dei propri clienti.

Conformità - Le nuove tecnologie spesso presentano nuove istanze al legislatore e in una fase iniziale di sviluppo si trovano a dover rientrare nelle maglie di un sistema legislativo e di regolamentazione non specifico o aggiornato. Da questa discrespanza possono emergere istanze che frenano la diffusione dei nuovi servizi. Un esempio è la conformità alle policy di trattamento dei dati personali come quelli generati dai pagamenti con le carte di credito: per affidare a terzi questo tipo di dati sensibili è necessario che il servizio garantisca la massima conformità alle regole vigenti nel paese.

Mancanza di Standard - Anche la mancanza di standard rallenta la diffusione del cloud nelle tessuto produttivo, sia a livello italiano sia a livello mondiale: inutili complicanze nel passaggio da un sistema all'altro, necessità di riprogettare da zero la struttura se si decide di cambiare vendor con impossibilità per i diversi player di fare interessanti proposte concorrenziali di passaggio ai propri servizi a causa di quello che comporta in termini di costi.


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Samsung lancia in Italia il nuovo Galaxy Mega 6.3 a 599 euro

Nel giorno dell'evento di lancio italiano di Sony Xperia Ultra, Samsung risponde ai cugini giapponesi annunciando l'arrivo nella nostra penisola del proprio phablet da oltre 6 pollici, ovvero il già noto Samsung Galaxy Mega.

In accordo con il colosso coreano le motivazioni della scelta di produrre terminali dalle dimensioni del display tanto generose derivano dall'intenzione di offrire all'utente delle soluzioni in grado di offrire le caratteristiche degli smarpthone di ultima generazione combinate con una esperienza visiva più estesa.

La soluzione è basata su sistema operativo Android nella versione 4.2 Jelly Bean e include tutti gli strumenti software personali di Samsung, come ad esempio ChatOn, S translator, WatchON, S Memo, S Planner, S Travel, Story Album e Samsung Link.

Il più grande degli smarpthone Samsung attualmente in gamma misura 167.6 x 88 x 8.0 mm e raggiunge il peso di 199 grammi. Il display di cui è dotato misura 6,3 pollici di diagonale e raggiunge la risoluzione di 1280x720 pixel. Il processore in dote è un dual-core con frequenza massima pari a 1,7 GHz, affiancato da 1,5 GB di memoria RAM e 8/16 GB di memoria interna.

Samsung Galaxy Mega è già disponbile al prezzo consigliato al pubblico di 599 euro. Inoltre, tutti coloro che acquisteranno il Galaxy Mega entro il 30 settembre e si registreranno su Samsung Exclusive riceveranno in omaggio un auricolare Bluetooth HM7100 con tecnologia NFC.


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Samsung: acquisizione di Boxee per contrastare Apple TV

Samsung sembra intenzionata a portare la propria rivalità con Apple su un altro livello: il gigante coreano ha infatti acquisito la startup Boxee allo scopo di assicurarsi un miglior assetto competitivo nei confronti di Apple TV, la soluzione di intrattenimento domestico dell'azienda di Cupertino che sembra destinata ad andare incontro ad un futuro decisamente più importante.

Boxee è una realtà nata qualche anno fa che realizza software e set top box per lo streaming di contenuti verso televisori ed altri dispositivi. Samsung avrebbe acquisito la piccola startup israeliana per un controvalore di circa 30 milioni di dollari. Secondo le informazioni disponibili, i 40 impiegati di Boxee continueranno a lavorare per Samsung. In ogni caso allo stato attuale delle cose non è chiaro in che maniera le competenze e le soluzioni di Boxee saranno integrate nelle opereazioni del colosso sudcoreano.

Nel catalogo di Samsung si trovano infatti già vari dispositivi che si comportano in maniera simile alle tecnologie di Boxee e, oltre a questi, l'azienda coreana dispone di una vasta gamma di soluzioni Smart TV commercializzate a vari prezzi e con varie funzionalità. Samsung potrebbe decidere di integrare la tecnologia di Boxee nelle funzionalità di questi dispositivi, arricchendo così il valore della propria proposta.

In ogni caso la mossa di Samsung appare come preparatoria per contrastare l'eventuale (e ormai data per scontata) discesa di Apple nell'arena dell'intrattenimento da salotto con un'evoluzione di Apple TV che potrebbe essere incarnata da un televisore integrante funzionalità avanzate di streaming, connettività e gestione dei contenuti o da un set top box più avanzato di quanto commercializzato attualmente.

Boxee intanto comunica ai propri utenti che a partire dal prossimo 10 luglio non potranno più accedere alla funzionalità beta Cloud DVR e ai contenuti registrati con essa.


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Pentax Ricoh cambia nome in RICOH IMAGING COMPANY, LTD

Pentax Ricoh cambia nome in RICOH IMAGING COMPANY, LTD

"Pentax Ricoh ha dichiarato che dal 1° Agosto la compagnia perderà la dicitura "Pentax" nel suo nome; tutte le fotocamere a lenti intercambiabili rimarranno tuttavia marchiate Pentax "

Sembrerebbe essere un periodo nel quale le società mettono in atto le rispettive strategie di mercato legate al proprio marchio; a stretto giro di posta dalla dichiarazione di Carl Zeiss di voler mutare il proprio marchio in ZEISS, un'altra tra le società che portano nel proprio brand uno dei nomi di maggior peso della storia della fotografia ha comunicato un imminente cambiamento di nome. Pentax Ricoh, società nata circa due anni or sono dalla vendita da parte di Hoya del gruppo Pentax a Ricoh, ha infatti recentemente annunciato un imminente cambiamento nel nome della società in RICOH IMAGING COMPANY, LTD.

Scomparirà quindi nel nome qualsiasi riferimento allo storico produttore di fotocamere di Tokyo che in quasi un secolo di storia tanti appassionati è riuscito ha guadagnarsi in tutto il mondo. L'operazione è tuttavia differente da quella messa in opera da Carl Zeiss. In questo caso non si tratta infatti di un vero e proprio rebranding ma di un più semplice cambio del nome della società; il produttore continuerà a marchiare tutte le DSLR e le altre fotocamere a ottiche intercambiabili con il brand Pentax, riservando gli altri segmenti -tipicamente quello delle compatte- al marchio Ricoh. La modifica del nome diventerà effettiva tra meno di un mese, a partire dal 1° Agosto.


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Ricomincia la lotta dei cameraphone? Nokia, Samsung e Sony in prima fila

Ricomincia la lotta dei cameraphone? Nokia, Samsung e Sony in prima fila

"Samsung ha già giocato le sue carte, Nokia è pronta a farlo, ma anche Sony lavora dietro le quinte: la nuova guerra dei cameraphone è solo all'inizio"

Sembra di essere tornati indietro nel tempo a qualche anno fa, quando i big della telefonia si sfidavano a suon di cameraphone e di megapixel. Dopo l'acuto di Nokia con il suo Nokia 808 PureView, l'anno scorso a Mobile World Congress, il mondo degli smartphone con spiccate capacità fotografiche ha visto un periodo di apparente calma. Samsung ha provato la strada dell'ibrido fotocamera-smartphone con la sua Galaxy Camera, ma recentemente ha invertito i termini dell'equazione con l'ibrido smartphone-fotocamera Samsung Galaxy S4 Zoom: si tratta della prima avvisaglia che i big sono pronti a dare fuoco alle polveri.

La prossima mossa sarà di Nokia con il suo smartphone dal nome in codice EOS, atteso per la prossima settimana e che dovrebbe portare la tecnologia PureView del primo 808 (allora basato su Symbian) nel mondo Windows Phone. Anche Sony sembra però pronta a dare battaglia: negli ultimi giorni Sony i1 Honami è lo smartphone maggiormente al centro dei rumors: tutti indicano le capacità fotografiche come la freccia più importante al suo arco.

Le voci in merito sono molto confuse, ma puntano tutte in alto: i siti di fotografia parlano di un sensore in formato 2/3" o addirittura 1", anche se questa informazione poco si accorda con alcune delle immagini che altre fonti danno come 'leaked', che mostrano uno smartphone sottile, poco compatibile con un sensore di grandi dimensioni, che richiede un'ottica altrettanto grande. Per quanto riguarda i megapixel si parla di ben 20 milioni di pixel a disposizione dell'utente, con la capacità di registrare filmati in 4K Ultra HD. questa ultima funzione effettivamente è tra le possibilità della nuova piattaforma Qualcomm Snapdragon 800, che abbiamo recentemente visto all'opera e che pare la candidata principale a fare da base al nuovo smartphone.

Molte informazioni e confuse: quello che è certo è che il prossimo periodo sarà molto caldo sul fronte dei cameraphone: le fotocamere compatte devono tremare?


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PowerArchiver 2012

Written By Unknown on Sabtu, 29 Juni 2013 | 23.59

Completa utility per la gestione di archivi di files. Gestisce tutti i formati maggiormente diffusi: ZIP, RAR, ACE, ARJ, LHA e BH SFX.

Al suo interno incorpora dei visualizzatori per le seguenti tipologie di files: TXT, RTF, BMP, WMF, EMF, JPG (JPEG), GIF e ICO.
L'interfaccia grafica è molto simile a quella utilizzata da windows 2000.

Dispone inoltre di una funzione che consente la conversione da una tipologia di archivio ad un'altra, ad esempio da archivio .ZIP a .CAB, o da CAB a LHA.

Qui di seguito le novità dell'ultima versione:
# Improved RAR engine 
– Increased speed of RAR engine by 15% on average.
# PASTARTER Windows 8 compatibility 
– PASTARTER (Queue) now works under Windows 8.
# Better look for Windows Classic theme 
– We improved the look of some windows if Windows classic theme is running. They look slightly different now depending on OS you have installed.
# Improved Test Archives Tool 
– Better detection of broken archives.
# Added option to not install Patchbeam for Enterprise users 
– Added option to not install Patchbeam for Enterprise users.
# Improved Simple mode 
– Simple mode now shows FTP/Burner tabs.
# Added SFX creation support in shell 
– Added support for creating SFX's via Windows shell.
# Various other improvements 
– Over 25 fixes/improvement
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Motorola completa l'integrazione con Google: ecco il nuovo logo

Dopo settimane, o meglio mesi, di indiscrezioni sembra manchi sempre meno all'annuncio ufficiale del prossimo Googlefonino, verosimilmente prodotto da uno degli ultimi acquisti del colosso di Mountain View, ovvero Motorola. L'acquisizione completata il giorno di ferragosto dello scorso anno non ha per il momento portato grandi frutti ma con un annuncio così importante potrebbe rifarsi e ripagare ampiamente il tempo di attesa.

Segnale importante di questo imminente passo avanti è stata in queste ultime ore la comparsa del nuovo logo Motorola, rivisitato e modificato in chiave "californiana". Possiamo quindi definire ufficialmente completata la fusione tra le due aziende.

Il nuovo logo riprende quella che era la M simbolo storico di Motorola circondata dal classico cerchio che si colora però con spicchi di differenti tonalità. Sotto al simbolo troviamo la scritta motorola, in un nuovo carattere completamente rivisitato rispetto al passato seguito poco più in basso dall'eloquente dicitura a Google company.

Completate quindi le operazioni di integrazione non ci resta che attendere, a questo punto speriamo presto, l'arrivo sul mercato del nuovo probabile Moto X, ormai quasi una certezza.


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Paesaggi mozzafiato a perdita d'occhio: l'Islanda di Wildmobil

Paesaggi mozzafiato a perdita d'occhio: l'Islanda di Wildmobil

"Luoghi difficili da raggiungere, ma ancora di più da pronunciare: è questa l'Islanda dei nostri amici di Wildmobil"

"Paesaggi mozzafiato a perdita d'occhio": l'Islanda è riuscita in pochi giorni nella difficile impresa di scalzare la Scozia dal cuore di Fabio e Alcide. Anche Arturo se la sta godendo, alla prova con terreni ideali per le sue gomme tassellate. C'è una cosa molto difficile in Islanda: scrivere e pronunciare i nomi dei luoghi: il nostro terzetto del progetto Wildmobil l'altro giorno ad esempio è ha visitato una località molto remota, "ai confini del mondo" come l'hanno definita: Melrakkaslettanes.

Un luogo popolato da moltissime colonie di pennuti che qui nidificano: sule, fulmari, pulcinelle di mare, urie. Lungo la strada Arturo ha anche trovato ispirazione su come potrebbe diventare da grande: ci vorranno un po' di palestra e una buona dose di integratori, ma poi diventerebbe inarrestabile.

Se la connettività li assiste dovrebbero mandarci anche una foto fresca fresca del vulcano Askja, in caso state all'erta e tenete d'occhio la nostra pagina Facebook.


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