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Sempre connessi anche in auto con le nuove BMW serie 2 Coupé e Serie 4 Cabrio

Written By Unknown on Sabtu, 01 Maret 2014 | 23.59

La tecnologia è sempre più radicata non solo nei tanti dispositivi mobile che abbiamo tra le mani ogni giorno, ma anche nel mondo dell'automobile. L'acquisto di una nuova auto è basato su un'analisi di dimensioni, estetica, motore e prestazioni ma il contributo della tecnologia onboard riveste un ruolo sempre più importante per il potenziale acquirente.

La tecnologia aiuta a rendere le nostre automobili sempre più sicure nella guida di tutti i giorni, evitando che la distrazione, l'inesperienza o l'eccessiva confidenza nei propri mezzi possa portare a incidenti. Ma oltre ad un ruolo di supporto attivo alla guida la tecnologia nelle automobili è anche alla base dell'intrattenimento, aiuto nel trascorrere anche serenamente le lunghe ore di trasferimento da un luogo all'altro.

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La pervasività degli accessi al web tocca quindi anche il mondo dell'automobile, e nelle nuove BMW Serie 2 Coupè e BMW Serie 4 Cabrio è reso disponibile grazie all'equipaggiamento "Internet", fornito di serie o come accessorio a seconda dell'allestimento. Grazie ad una SIM integrata permette di navigare in tutto il territorio nazionale direttamente dall'automobile e di mostrare pagine web sul Control Display della vettura sino ad una velocità di 4 km/h.

Vuoi provare questa funzionalità e scoprire le molte altre novità provenienti da BMW? Vai in una concessionaria oppure richiedi un test drive direttamente online per le nuove BMW Serie 2 Coupè e BMW Serie 4 Cabrio.


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Ue: i giochi free-to-play non possono essere considerati gratuiti

La Commissione Europea afferma di aver ricevuto diverse segnalazioni di protesta riguardo i giochi free-to-play per i dispositivi portatili. Il braccio esecutivo della Ue incontrerà per questo motivo i rappresentati dell'industria dei videogiochi per discutere eventuali cambiamenti alla legge.

Secondo alcuni ministri della Commissione Europea il termine free-to-play dovrebbe essere utilizzato solo per quei giochi che sono completamente gratuiti. "L'attuale concetto di free-to-play va contro lo spirito delle norme comunitarie in materia di tutela dei consumatori", ha detto il commissario europeo per la giustizia Viviane Reding.

Si stima che il mercato delle app coinvolga circa un milione di persone in Europa e che generi più di 60 miliardi di euro all'anno. Secondo le più recenti analisi di mercato, la maggior parte di queste vendite deriva dalle app costruite sul modello free-to-play.

"È necessario che i consumatori si fidino dei produttori se si vuole che questo mercato continui a crescere. Molti di questi prodotti vengono pubblicizzati come 'gratuiti', ma invece sono basati su un modello che spinge i consumatori a spendere somme importanti tramite acquisti in-app", si legge in un comunicato diramato dalla Commissione Europea.

Il commissario responsabile delle politiche per i consumatori Neven Mimica ha aggiunto che "i bambini necessitano di migliori protezioni a proposito delle spese a cui sono indotti tramite acquisti in-app".

La Commissione, dunque, sembra intenzionata a rendere illegale l'uso della definizione free-to-play per quei giochi che non sono interamente gratuiti. Per questo vuole confrontarsi con i produttori di videogiochi e trovare in breve tempo una soluzione che argini il problema e che tuteli meglio i consumatori, soprattutto i più giovani.


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Advanced Codec per Windows 7 e 8

scheda aggiornata 1 giorno fa

Noto in precedenza con il nome di Win7codecs, questo pacchetto che comprende codec audio e video specifici per l'utilizzo con sistemi operativi Windows 7. Queste le novità implementate nell'ultima versione:

- update LAV filters 60.1+ 
- update FFDshow 4529 
- update Gabest filters 4469 
- update DirectVobSub 2.41.40

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La GCHQ ha considerato Kinect per le attività di sorveglianza

Secondo gli ultimi documenti pubblicati dal Guardian, l'agenzia di spionaggio britannica GCHQ si è segretamente impossessata di immagini provenienti da webcam installate su PC e Mac per le sue attività di sorveglianza. Avrebbe valutato anche l'apporto di Kinect, che può essere considerato "alla stregua di una normale webcam e fatto rientrare in un programma di sorveglianza più ampio", si legge nei documenti del Guardian.

I file ottenuti dal Guardian, che risalgono agli anni che vanno dal 2008 al 2010, inducono a pensare che il programma di sorveglianza, chiamato Optic Nerve, fosse studiato per raccogliere le immagini degli utenti di intenet attraverso il servizio di chat di Yahoo.

Microsoft ha già fatto sapere in passato di non essere in grado di memorizzare le immagini degli utenti registrate con Kinect. Ma non si hanno dati certi sul comportamento delle agenzie come GCHQ: nel vortice di speculazioni nato dopo le rivelazioni sulle attività di sorveglianza dell'NSA, rese pubbliche da Edward Snowden, non ci sono conferme dettagliate sul modo di agire di queste agenzie. GCHQ o NSA sono in grado di accedere ai dati di Kinect o di altre videocamere con funzionamento simile come la PS Camera?

Durante il periodo di sei mesi durante il quale il programma Optic Nerve è rimasto attivo, la GCHQ è stata in grado di raccogliere le foto di oltre 1,8 milioni di utenti attraverso il servizio di Yahoo. Potenzialmente, dunque, anche se non si hanno certezze, potrebbe aver utilizzato anche Kinect, in quel caso in congiunzione a Xbox 360, visto che Xbox One non era ancora sul mercato all'epoca dei fatti.

Le webcam in questione facevano delle foto ogni cinque minuti e le mandavano alla GCHQ. Con l'aiuto dell'NSA, quindi, l'agenzia britannica avrebbe svolto diversi tipi di indagini sfruttando il riconoscimento facciale, sperando di individuare obiettivi legati alle organizzazioni terroristiche o altre persone di interesse.

"Il report, se vero, rappresenta un nuovo livello di violazione della privacy per i nostri utenti che è completamente inaccettabile. Pertanto, invitiamo con forza i governi a riformare le leggi sulla sorveglianza", si legge in un comunicato ufficiale di Yahoo, che si oppone categoricamente alla divulgazione di informazioni riservate come invece avrebbe fatto il Guardian.

Microsoft in passato è già stata messa sotto esame a proposito delle sue politiche sul rispetto della privacy. Nel mese di luglio si è scoperto, infatti, che la società di Redmond ha fornito il contenuto di email e informazioni ottenute tramite Skype alla NSA. Microsoft in quell'occasione disse che giuridicamente non era tenuta a motivare apertamente il suo operato.


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È online il numero di Marzo di Touch Magazine! Correte a scaricarlo!

È online il secondo numero di Touch Magazine! Se non sapete di cosa si tratta trovate qui la news di lancio di questo nostro nuovo progetto editoriale: "Si tratta del primo mensile sviluppato dalla redazione di Hardware Upgrade, un prodotto editoriale completamente gratuito che parla di tecnologia rivolgendosi a tutti coloro che con questa hanno a che fare ogni giorno, appassionati e non."

In questo numero non poteva mancare uno speciale sul Mobile World Congress di Barcellona, ma sono molti gli argomenti toccati, tra cui l'archiviazione casalinga- tra NAS e Cloud -, le cure di ringiovanimento al PC grazie agli SSD, la stampa 3D. C'è anche iCoyote, l'app che ha fiuto per gli autovelox, e non mancano nemmeno tutte le novità fotografiche del CP+ di Yokohama.

Abbiamo anche incontrato un minatore. Scordatevi caschetto e piccone si tratta di un italiano che ha fatto del 'mining' di Bitcoin un'opportunità di business! Correte a scaricarlo: è disponibile per gli store iOS, Android e Kindle.


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Samsung Galaxy S5: disponibili online i primi prezzi sul mercato europeo

Samsung ha annunciato Galaxy S5 il 24 febbraio durante il Mobile World Congress di Barcellona. Disponibile a partire dall'11 aprile su scala internazionale, non sono stati ancora ufficializzati dettagli sul prezzo che, stando alle prime pubblicazioni online, potrebbe non essere così diverso dal solito.

Samsung Galaxy S5

Verrebbero quindi smentite le voci degli ultimi giorni (ma che si susseguono ormai da tempo, anche da prima dell'annuncio ufficiale), riguardo ad una rivisitazione verso il basso del prezzo di lancio del prossimo top di gamma, in attesa di una versione più potente e con finiture premium prevista per il prossimo mese di maggio.

Secondo SamMobile, Samsung Galaxy S5 costerà in Europa i soliti 699/729€, in base al mercato in cui verrà commercializzato. Il prezzo di lancio è tipico della fascia più alta del mercato, e confermerebbe il trend del settore degli ultimi anni. Lo smartphone è comparso su Amazon.es e su Amazon.de, con prezzi pari a 729 e 699€ rispettivamente nel mercato spagnolo ed in quello tedesco. In Gran Bretagna il prezzo dovrebbe essere di 549£.

Nessuna novità quindi sul fronte dei prezzi, stando a quanto riportato dalle ultime novità in merito. Samsung Galaxy S5 sarà proposto nella stessa fascia di mercato di Sony Xperia Z2, con cui condivide il SoC ed altre caratteristiche tecniche. I prezzi di preordine potrebbero comunque discostarsi leggermente rispetto al listino vero e proprio ed è possibile attendere strategie di mercato aggressive nei prossimi mesi da parte di Samsung, come ci ha abituati ormai da anni.


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Pichai: 'Android non è sviluppato per essere sicuro, ma per essere open'

È stata accolta online con una malizia efferata una frase di Sundar Pichai che potrebbe essere letta in molti modi diversi. Pichai è il Senior Vice President di Google e si occupa da vicino proprio di Android, ma anche di Chrome e delle Google Apps. Il dirigente americano ha risposto ad alcune domande circa l'elevata presenza di malware su Android.

Sundar Pichai

Pichai ha di fatto risposto minimizzando il problema, evidenziando come Google sia una piattaforma open e come al tempo stesso vanti una popolarità indiscutibilmente superiore rispetto alle piattaforme concorrenti. È scontato, pertanto, che chi sviluppa malware prenda di mira proprio il sistema operativo del robottino verde, piuttosto che le proposte di Apple, Microsoft, BlackBerry.

"Non possiamo garantire che Android sia stato progettato per essere sicuro, ma l'abbiamo sviluppato per garantire la maggiore libertà possibile", sono state le esatte parole del dirigente del colosso di Mountain View. "Quando la gente parla del 90% dei malware su Andriod, deve per forza considerare il fatto che si tratta del sistema operativo più diffuso al mondo. Se mi occupassi di malware, anche io rivolgerei i miei attacchi su Android."

Una risposta che ha suscitato non poche indignazioni su internet, su cui non sono state risparmiate frasi sensazionalistiche, talvolta anche a ragione. Se da una parte è vero che Android risulta più succulento per gli hacker, dall'altra la presenza di una serie di store di terze parti assolutamente non regolamentati alimenta il pericolo relativo agli stessi, soprattutto in Asia e Russia dove sono particolarmente diffusi.

Sundar Pichai ha inoltre parlato durante la conferenza del rapporto che ha Google con i produttori terzi di dispositivi Android, come Samsung e la neo arrivata Nokia, specificando che Galaxy S6 utilizzerà ancora la piattaforma operativa mobile di Mountain View. Sono state spese parole anche su Nexus 6: lo smartphone non arriverà prima della seconda metà del 2014, come da tradizione per la società statunitense.


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Crescono le vendite di server grazie a x86 ma cala il fatturato

Written By Unknown on Kamis, 27 Februari 2014 | 23.05

Tanto IDC come Gartner hanno pubblicato dati aggiornati al quarto trimestre 2013 incentrati sulle vendite di soluzioni server a livello globale. Si tratta di un mercato che registra due dinamiche molto chiare: aumento nel numero di server venduti ma contrazione nel fatturato complessivo.

Prendendo i dati del 2013 il confronto con il 2012 vede, secondo Gartner, un aumento nel numero di sistemi venduti del 2,1% ma una contrazione del 4,5% per quanto riguarda il fatturato complessivo. Questa dinamica è legata ad una domanda che si sta da tempo sempre più spostando verso soluzioni x86 di ridotte dimensioni e costo, essendo calato l'interesse verso sistemi RISC e Unix di più elevate dimensioni e costi.

Osservando i dati di vendita del quarto trimestre 2013 emerge una posizione di sostanziale pareggio, in termini di fatturato complessivo, tra HP e IBM con una quota di mercato che è per entrambe di poco inferiore al 27%. Segue Dell con il 14,5%, mentre Cisco e Oracle seguono appaiate con rispettivamente il 4,5% e il 4,1%. Le vendite dei restanti produttori del settore, inclusi quelli ODM diretti, incide per circa il 23,5% del totale di mercato.

Gartner fornisce alcuni dati anche per quanto riguarda il mercato EMEA, dove la situazione non è complessivamente delle migliori. Il fatturato complessivo registra un calo nel quarto trimestre 2013 del 6,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre in termini di numero di server venduti la contrazione è pari al 2,5%. Su base annuale nel 2013 la contrazione in termini di fatturato è stata pari al 6,3%, mentre prendendo quale riferimento il numero di server venduti il calo è stato del 5,6%.

Le aspettative degli analisti sono di una ripresa nelle vendite generata da una nuova serie di aggiornamenti dei sistemi attualmente in produzione. I primi risultati concreti dovrebbero materializzarsi nel corso della prima metà del 2014, con vendite che riteniamo continueranno ad essere sempre più spostate come quota di fatturato verso sistemi x86 e verso approcci in cluster.


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Microsoft Windows XP dopo 12 anni destinato al pensionamento

Era l'ottobre del 2001 quando Microsoft iniziò la commercializzazione di Windows XP, un prodotto la cui diffusione ha raggiunto traguardi notevoli e che ancor oggi, a distanza di 12 anni, continua a essere molto utilizzato. Windows XP avrebbe dovuto terminare il proprio ciclo di vita alcuni anni fa, ma l'elevata diffusione e la pressione di alcuni OEM hanno suggerito a Microsoft di estendere a più riprese la durata del supporto garantito agli utenti finali. Il prossimo 8 di aprile sarà però una data improrogabile: Microsoft è determinata nel voler sospendere ogni forma di supporto. Oltre tale data non verranno più rilasciati aggiornamenti di sicurezza e le possibili nuove vulnerabilità rimarranno irrisolte.

Microsoft e parecchi esperti di sicurezza sono concordi nel giudicare Windows XP un prodotto datato, superato e non più adatto alle attuali esigenze dell'utenza soprattutto in relazione ai problemi di sicurezza. Nelle prossime pagine ci addentreremo meglio nell'argomento proponendo una serie di motivazioni che giustificano un rapido aggiornamento dei sistemi ma ora, per comprendere meglio la situazione, presentiamo alcuni elementi che mostrano il problema nella sua integrità.

A meno di due mesi dal termine ufficiale del supporto di Windows XP il 24% delle piccole e medie aziende italiane lavora con questo sistema operativo con oltre l'80% del parco PC aziendali; mentre tra i singoli utenti privati, il 16% ha un computer con il sistema operativo di oltre 12 anni fa. Inoltre, la maggior parte delle aziende (58%) e dei consumatori finali (71%) è a conoscenza del fatto che a partire dall'8 Aprile 2014 non saranno più disponibili gli aggiornamenti automatici per la sicurezza, ma ciononostante c'è ancora una larga fetta di utenti che non hanno pianificato di migrare a un sistema operativo più moderno.

Questi dati confermano una situazione spesso ipotizzata: sia tra le aziende sia tra gli utenti finali manca la consapevolezza in merito ai problemi di sicurezza. Precisiamo che i dati sopracitati si riferiscono a ricerche condotte da Microsoft con IDC e si riferiscono a un panel di riferimento costituito da 13.000 utenti di Windows XP.

Anche nel Rapporto Clusit 2013, fonte più neutrale rispetto alla precedente, si conferma l'ampia diffusione di sistemi operativi e applicazioni datate anche su postazioni utilizzate per l'esecuzione di applicazioni legacy di tipo critico. In questi dati non compare il nome preciso di Windows XP ma è lecito ipotizzare che il sistema operativo di Microsoft con 12 anni di anzianità rientri nella tipologia di PC presi in considerazione.

Se ci limitiamo a considerare i problemi di sicurezza circoscritti alla sola navigazione Web o alle possibili infezioni virus provenienti dalla posta elettronica - problematiche tipiche di una decina di anni fa - il termine del supporto di Windows XP potrebbe avere un ridotto interesse. Ma la situazione oggi è ben differente: i malware sfruttano le vulnerabilità dei sistemi operativi, di applicazioni specifiche o - ancor più di frequente - di plug-in usati dai browser web. Queste vulnerabilità, potenzialmente, danno accesso a dati, eseguono codice malevolo da remoto e installano componenti di difficile individuazione anche con suite di sicurezza aggiornate.

È questo lo scenario reale nel quale ci si trova oggi e nel quale un sistema Windows XP privo di costanti aggiornamenti incontrerà problemi, anche installando su tali sistemi un completo set di strumenti per la sicurezza.

L'8 aprile sarà anche la data finale per il supporto a Office 2003 e Exchange 2003: da tale data chi continuerà a utilizzare questi software si esporrà al rischio derivante da nuove possibili vulnerabilità che verranno individuate, e potenzialmente sfruttate da exploit. L'8 aprile quindi Windows XP, Office 2003 e Exchange 2003 non smetteranno di funzionare ma saranno solo molto più vulnerabili rispetto ad altri software più recenti. È anche verosimile immaginare che proprio l'ampia diffusione di Windows XP possa indurre l'industria del malware a realizzare attacchi mirati proprio per questi sistemi.


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Microsoft Windows XP dopo 12 anni destinato alla pensione

Era l'ottobre del 2001 quando Microsoft iniziò la commercializzazione di Windows XP, un prodotto la cui diffusione ha raggiunto traguardi notevoli e che ancor oggi, a distanza di 12 anni, continua a essere molto utilizzato. Windows XP avrebbe dovuto terminare il proprio ciclo di vita alcuni anni fa, ma l'elevata diffusione e la pressione di alcuni OEM hanno suggerito a Microsoft di estendere a più riprese la durata del supporto garantito agli utenti finali. Il prossimo 8 di aprile sarà però una data improrogabile: Microsoft è determinata nel voler sospendere ogni forma di supporto. Oltre tale data non verranno più rilasciati aggiornamenti di sicurezza e le possibili nuove vulnerabilità rimarranno irrisolte.

Microsoft e parecchi esperti di sicurezza sono concordi nel giudicare Windows XP un prodotto datato, superato e non più adatto alle attuali esigenze dell'utenza soprattutto in relazione ai problemi di sicurezza. Nelle prossime pagine ci addentreremo meglio nell'argomento proponendo una serie di motivazioni che giustificano un rapido aggiornamento dei sistemi ma ora, per comprendere meglio la situazione, presentiamo alcuni elementi che mostrano il problema nella sua integrità.

A meno di due mesi dal termine ufficiale del supporto di Windows XP il 24% delle piccole e medie aziende italiane lavora con questo sistema operativo con oltre l'80% del parco PC aziendali; mentre tra i singoli utenti privati, il 16% ha un computer con il sistema operativo di oltre 12 anni fa. Inoltre, la maggior parte delle aziende (58%) e dei consumatori finali (71%) è a conoscenza del fatto che a partire dall'8 Aprile 2014 non saranno più disponibili gli aggiornamenti automatici per la sicurezza, ma ciononostante c'è ancora una larga fetta di utenti che non hanno pianificato di migrare a un sistema operativo più moderno.

Questi dati confermano una situazione spesso ipotizzata: sia tra le aziende sia tra gli utenti finali manca la consapevolezza in merito ai problemi di sicurezza. Precisiamo che i dati sopracitati si riferiscono a ricerche condotte da Microsoft con IDC e si riferiscono a un panel di riferimento costituito da 13.000 utenti di Windows XP.

Anche nel Rapporto Clusit 2013, fonte più neutrale rispetto alla precedente, si conferma l'ampia diffusione di sistemi operativi e applicazioni datate anche su postazioni utilizzate per l'esecuzione di applicazioni legacy di tipo critico. In questi dati non compare il nome preciso di Windows XP ma è lecito ipotizzare che il sistema operativo di Microsoft con 12 anni di anzianità rientri nella tipologia di PC presi in considerazione.

Se ci limitiamo a considerare i problemi di sicurezza circoscritti alla sola navigazione Web o alle possibili infezioni virus provenienti dalla posta elettronica - problematiche tipiche di una decina di anni fa - il termine del supporto di Windows XP potrebbe avere un ridotto interesse. Ma la situazione oggi è ben differente: i malware sfruttano le vulnerabilità dei sistemi operativi, di applicazioni specifiche o - ancor più di frequente - di plug-in usati dai browser web. Queste vulnerabilità, potenzialmente, danno accesso a dati, eseguono codice malevolo da remoto e installano componenti di difficile individuazione anche con suite di sicurezza aggiornate.

È questo lo scenario reale nel quale ci si trova oggi e nel quale un sistema Windows XP privo di costanti aggiornamenti incontrerà problemi, anche installando su tali sistemi un completo set di strumenti per la sicurezza.

L'8 aprile sarà anche la data finale per il supporto a Office 2003 e Exchange 2003: da tale data chi continuerà a utilizzare questi software si esporrà al rischio derivante da nuove possibili vulnerabilità che verranno individuate, e potenzialmente sfruttate da exploit. L'8 aprile quindi Windows XP, Office 2003 e Exchange 2003 non smetteranno di funzionare ma saranno solo molto più vulnerabili rispetto ad altri software più recenti. È anche verosimile immaginare che proprio l'ampia diffusione di Windows XP possa indurre l'industria del malware a realizzare attacchi mirati proprio per questi sistemi.


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