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PassMark BurnInTest Standard

Written By Unknown on Kamis, 12 Februari 2015 | 23.04

scheda aggiornata 4 ore fa

Utility per verificare la stabilità del sistema. Tutti i sosttosistemi del pc vengono testati e "stressati" pesantemente e contemporaneamente, ciò consente di verificare oltre alle performance generali, anche la compatibilità di tutti i componenti del sistema. I dispositivi interessati al test sono: cpu, dischi, schede audio e video, RAM, scheda di rete e stampante.


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Affinity Photo, una valida alternativa a Photoshop per ora solo su Mac

La software-house inglese Serif ha annunciato nei giorni scorsi la disponibilità della versione beta, per ora solo per sistemi operativi Mac OS X, di Affinity Photo: si tratta di un software di foto ritocco e postproduzione fotografica che si pone come diretto avversario dei colossi del settore quali Photoshop e Lightroom.

Serif ha infatti progettato e sviluppato da zero il programma, potendo così realizzare funzionalità capaci di sfruttare nello specifico le capacità dell'hardware moderno. Secondo la stessa azienda si tratta di un importante punto di differenziazione rispetto a Photoshop che, sebbene aggiornato nel corso degli anni, si porta dietro un'ingombrante architettura vecchia di 25 anni.

Questo ha permesso a Serif di realizzare una soluzione per l'editing e il fotoritocco particolarmente potente e reattiva nelle elaborazioni, capace di mostrare istantaneamente le modifiche apportate all'immagine. Affinity Photo supporta editing a 16-bit per canale, profilazione colore ICC, Lab color, end-to-end CMYK e supporto PSD e ai plug-in a 64-bit. Tra le funzionalità degne di nota vi sono strumenti per l'editing in separazione di frequenza, tool per l'aggiunta di punti luce, strumenti per la modifica della profondità di campo e soluzioni di inpainting.

Come detto poco sopra Affinity Photo è ora disponibile gratuitamente in versione beta per tutti gli utenti in possesso di un sistema Mac con processore Intel a 64-bit e sistema operativo OS X Lion 10.7.5 e successivi. Non sono ancora definiti con precisione i piani futuri (come la data di rilascio della versione definitiva così come una versione per Windows, ma Dale Cook, responsabile PR & Marketing per Affinity, ha commentato nel blog ufficiale di Serif:

"La versione Windows potrebbe arrivare nel 2016, Serif già dispone di sviluppatori Windows ma sta sviluppando questa novità interamente per Mac prima di volgersi verso altre piattaforme. La versione beta non ha alcuna limitazione rispetto ad una app a pagamento, non esiste ancora una versione a pagamento di Affinity Photo, ci vorranno mesi, quindi per ora la beta è Affinity Photo. Quando sarà infine disponibile su App Store, Affinity Photo avrà un costo di 49,99 dollari o l'equivalente locale sulla base dello schema di prezzi Apple".

Serif propone già due applicativi alternativi ad altre soluzioni di Adobe: Affinity Designer e Affinity Publisher, come alternativa rispettivamente ad Illustrator e InDesign, i quali si integreranno perfettamente con il nuovo Affinity Photo. Insomma, le premesse per infastidire un colosso come Adobe ci sono tutte. Del resto anche Photoshop, il 19 febbraio del 1990, debuttò come programma esclusivo per Mac approdando su Windows con la versione 2.5 solo nel novembre del 1992.


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Windows 7 Manager

scheda aggiornata 3 ore fa

Utility che guida all'ottimizzazione dei parametri di funzionamento del sistema operativo Windows 7. Queste le principali caratteristiche tecniche del programma, così come indicate dallo sviluppatore:

  • Add Windows Defender Status Manager in Security Components.
  • Add more programs for cleaning privacy.
  • Fix the bug that LiveUpdate will not be closed with Main program.
  • Perfect the ball tip, not closed automatically and you can touch screen for tips.
  • Fix other some bugs.

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Solo 720 mila gli smartwatch Android Wear venduti: bastano per definirli un flop?

Canalys ha rilasciato le prime stime sulla diffusione dei sistemi indossabili durante i dodici mesi del 2014. Stando alle analisi della società, sono stati consegnati 720.000 dispositivi con Android Wear, le cui vendite sono state pilotate soprattutto da Motorola con il suo Moto 360. Anche LG ha fatto bene con G Watch R, che ha avuto un successo di pubblico ben maggiore rispetto al predecessore.

Motorola Moto 360

In questo quadro troviamo anche Pebble che da sola è riuscita a consegnare sul mercato circa 1 milione di unità indossabili nel 2014, grazie ad una buona strategia sugli aggiornamenti software e sulla disponibilità di applicazioni sullo store. Hanno giocato un ruolo importante, scrive Canalys, anche i tagli sui prezzi operati nella seconda metà dell'anno. Immancabile Samsung nel computo della valutazione del mercato Android Wear.

Apprezzabile, secondo la società d'analisi, la scelta di suddividere le line-up in prodotti Android Wear e Tizen, tuttavia Samsung ha "lanciato sei dispositivi in soli 14 mesi", non riuscendo a focalizzare le attenzioni del consumatore su un modello specifico e, soprattutto, gli sviluppatori sulla nuova piattaforma proprietaria. Una strategia che su smartphone e tablet aveva pagato molto, non sembra stia portando molti frutti al colosso sudcoreano sugli indossabili.

Buone anche le vendite della Mi Band di Xiaomi. Nel primo giorno i cinesi sono riusciti a distribuirne circa 103 mila unità, superando il milione nei dodici mesi successivi. Si tratta di un braccialetto molto più economico delle proposte Android Wear, ma che secondo Canalys rappresenta un fulgido esempio di come sia possibile entrare nel mercato in Cina e farlo proprio, anche considerando solo le vendite locali.

"Tutti gli occhi sono adesso su Apple", scrive Canalys, il cui Watch dovrebbe ormai essere prossimo al debutto. Alcune fonti interne alle catene di fornitura sostengono che la società di Cupertino voglia piazzarne in commercio ben 30 milioni, rappresentando un primo catalizzatore del mercato. Un numero indubbiamente molto elevato se consideriamo il complessivo del settore stimato da Canalys (circa 4,6 milioni), che però potrebbe beneficiare anche sulle vendite degli Android Wear.

Ma la piattaforma di Google "deve migliorare in maniera significativa nel futuro" per poter competere con alcune scelte di Apple Watch. L'orologio della Mela vanterà già al lancio un SDK ben strutturato per la scrittura di app dedicate e ben ottimizzate, per un'efficienza energetica non ancora raggiunta da nessun altro prodotto della categoria, almeno secondo Canalys che si pone in netto contrasto con molte indiscrezioni sull'argomento.

Parlare di flop per Android Wear è ancora presto, tuttavia è chiaro che ad oggi Google non è riuscita ad avere un effetto dirompente all'interno della categoria degli indossabili.


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Ridotti i furti di smartphone nelle grandi città, il kill-switch funziona

I furti di smartphone si sono notevolmente ridotti nelle tre maggiori città che hanno condotto l'iniziativa "Secure Our Smartphones". Secondo un comunicato congiunto delle città di New York, San Francisco e Londra, i furti di iPhone sono calati rispettivamente del 25, 40 e 50% con larga parte del merito dovuta, secondo le autorità di legge, all'implementazione del cosiddetto kill-switch.

Co-presieduta dal Procuratore Generale di New York Eric Schneiderman e dal Procuratore Distrettuale di San Francisco George Gascon, l'iniziativa è sostanzialmente rappresentata da una vasta coalizione di autorità di legge, forze dell'ordine, attivisti della pubblica sicurezza e avvocati per la difesa dei consumatori. I due funzionari avevano annunciato la sua formazione lo stesso giorno in cui Apple, Google, Motorola, Microsoft, Samsung e altri partecipavano ad un vertice organizzato appositamente nel giugno 2013.

"L'industria mobile continua a consegnarci nuove feature sofisticate, ma prevenire ai propri utenti di essere coinvolti in un crimine violento rappresenta la tecnologia più valida che l'industria può portare sul mercato", ha dichiarato lo stesso Gascon, commentando il declino dei furti. Negli Stati Uniti il furto di smartphone ha rappresentato per parecchio tempo il 30-40% delle rapine complessive annuali, secondo Consumer Reports.

Solo nel 2012 sono stati 1,6 milioni i furti di smartphone negli USA, mentre nel 2013 i crimini legati agli smartphone hanno avuto un costo di 30 miliardi di dollari per i consumatori coinvolti. Apple, Microsoft e Google hanno cercato di mettere una pezza al problema implementando sulle proprie piattaforme funzionalità in grado di eliminare da remoto tutti i dati in caso di furto o di disabilitare le feature cruciali dei dispositivi.

Alcuni stati americani avevano inoltre proposto l'obbligo di legge per l'implementazione di funzionalità simili su tutti i dispositivi venduti, ma nessuna fra queste proposte di legge è riuscita a entrare in vigore.


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Google e Microsoft insieme per eliminare i falsi positivi negli antivirus

In una sola settimana e con l'apporto di una sola compagnia, VirusTotal è riuscita a individuare ed eliminare 6 mila casi di risultati falsi positivi valutati dai più comuni software anti-virus. VirusTotal è stata acquisita circa due anni fa da Google per una cifra non pubblica, e la compagnia di cui si parla è Microsoft, che ha condiviso alcuni metadati con la compagnia di sicurezza anti-malware.

Microsoft e Google sono stati protagonisti di recente di una particolare vicenda. Big G e la sua divisione di sicurezza Project Zero avevano scoperto una vulnerabilità sul software operativo di Redmond, notificandolo alla società. Nessun fix è stato rilasciato dopo 90 giorni, fattore che ha costretto Google a pubblicare l'exploit in modo da affrettare le procedure per il rilascio di una patch lenitiva.

Le due società si trovano adesso a lavorare insieme nel tentativo di offrire un complemento all'analisi euristica dei più recenti software anti-virus. Attraverso quest'ultima, è possibile che i tool di sicurezza riconoscano come malware file che in realtà sono del tutto legittimi. Quando questo avviene con file sensibili appartenenti allo stesso sistema operativo si possono provocare danni difficili da riparare, se non con il classico format riparatore.

Andando a manipolare alcuni file, l'anti-virus può infatti compromettere prestazioni e stabilità della macchina, o addirittura inibire lo stesso avvio del sistema operativo. In più, l'errata interpretazione di un file può di fatto portare a malfunzionamenti anche del software installato, con ripercussioni sensibili nell'esperienza d'uso. Microsoft e Google si riappacificano, quindi, dopo lo strano caso delle ultime settimane?

Le due cose in realtà appaiono ancora separate: VirusTotal è di Google, ma ha specificato più volte che lavora in maniera indipendente, mentre il prossimo obiettivo è ottenere la grazia di Apple e cooperare per lo stesso fine su Mac OS X. VirusTotal ha già rilasciato il suo software di sicurezza sui sistemi della Mela ma, considerato il modus operandi in quel di Cupertino, non speriamo molto su un'eventuale collaborazione fra le due parti.


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Dying Light: in arrivo la Modalità Difficile

Dying Light si è rivelato un ottimo gioco, ma ha delle carenze: ad esempio, i giocatori non possono scegliere il livello di difficoltà. Questo ha portato molti fans a chiedere allo sviluppatore Techland l'introduzione di una nuova Modalità Difficile, che possa innalzare ulteriormente il livello di sfida.

Dying Light

Techland ha subito risposto ai suoi fans, dicendo che la Modalità Difficile verrà inclusa in un aggiornamento gratuito che uscirà a breve, e che includerà altri miglioramenti. Al momento, però, non indica una precisa data di pubblicazione. Si tratterà solamente del primo di una lunga serie di update gratuiti.

"Alcuni giocatori hanno già completato Dying Light e ci chiedono di offrire altro. Quindi, forniremo alla nostra community un nuovo livello di sfida che possa consentire ai giocatori di mettere in pratica tutto ciò che hanno imparato giocando", sono le parole di Tymon Smektaba, Producer. "Nelle nostre intenzioni questo aggiornamento arriverà a marzo, ma potrebbe essere disponibile anche prima. Dipende da quanto brutale vogliamo che sia la Modalità Difficile".

Il gameplay cambierà in alcuni aspetti con la Modalità Difficile: innanzitutto, gli zombi notturni saranno ancora più efficaci e costringeranno i giocatori ad agire in modo stealth e in silenzio, il che richiederà ancora più abilità a gestire le scarse risorse a disposizione. Se possiamo dare un suggerimento a Techland, in questa modalità di gioco la parte di platforming dovrebbe essere resa meno semplificata e meno guidata.

L'aggiornamento introdurrà diversi altri miglioramenti al gameplay e nuovi abiti per i personaggi, e sarà disponibile in tutti i formati nei quali Dying Light è stato pubblicato.

Per tutti i dettagli sul gioco consultate la recensione di Dying Light.


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Samsung Galaxy S6, comparsi online i disegni del progetto, niente display curvo?

Written By Unknown on Sabtu, 07 Februari 2015 | 23.59

Da ora fino al giorno del suo esordio ufficiale, che avverà molto probabilmente il prossimo 1 Marzo in occasione dell'evento appositamente organizzato da Samsung all'interno del Mobile World Congress, Galaxy S6 sarà indubbiamente l'indiscusso protagonista di gran parte delle notizei e dei ruomrs. Le foto e i render del nuovo smartphone top di gamma del colosso coreano si susseguiranno senza sosta fino a che J.K. Shin non lo mostrerà a tutti gli addetti ai lavori.

Le notizie di oggi, in particoalre, riguardano dei disegni progettuali nelle quali Galaxy S6 è ritratto da tutte le angolature. Disegni che se si rivelassero autentici non lascerebbero più molto spazio alla fantasia se non per quanto riguarda i materiali di costruzione.

In accordo con gli schemi diffusi il nuovo top di gamma Samsung dovrebbe misurare 143,30 mm di altezza, 70,81 di larghezza e soltanto 6,91 di spessore. Una soluzione quindi complessivamente più compatta del suo predecessore S5 che misurava nel dettaglio 142 mm x 72,5 mm x 8.1 mm.

Nonostante ci siano alcune somiglianze tra quanto proposto in questi disegni e alcuni rendere e immagini diffuse nei giorni scorsi restano comunque informazioni da prendere con le pinze in quanto rimangono comunque molti punti da chiarire. Nei disegni qui riportati, ad esempio, non ritroviamo in nessun particolare la forma del dettaglio contenuto nell'invito all'evento di presentazione. Sembra poi strano che Samsung proponga un design che proponga delle cornici cosi spesse sopra e sotto al display, quasi 2 cm per parte, quanto la tendenza delle ultime proposte, vedi ad esempio Note 4, è stat quella di renderle il più piccole possibile.

Non ci resta quindi che attendere il prossimo 1 Marzo, giorno in cui ogni dubbio verrà sciolto. Non mancate quindi di seguirci in queste settimane per gli aggiornamenti e il giorno dell'evento per le conferme.


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Un tipico lavoro cinese: il manipolatore di classifiche di App Store in foto

Una foto di una donna cinese seduta di fronte a quella che sembrerebbe una serie di iPhone 5C è diventata virale nelle scorse ore, dopo essere stata pubblicata da una fonte cinese. La foto non è stata accompagnata da molti dettagli, tuttavia i media asiatici confermano che si tratta di una professionista al lavoro in un'azienda di "manipolazione dei ranking" su App Store.

Manipolazione ranking su App Store

Parliamo di una pratica volta a dare priorità di visualizzazione a specifiche app sugli store virtuali, in modo che queste risultino fra le più scaricate e riescano ad entrare fra i trend del momento. Una pratica naturalmente scorretta, volta a portare un'app specifica nelle posizioni più alte delle classifiche e, probabilmente, neutralizzare il fenomeno delle "app zombie", ovvero quelle applicazioni che hanno sostanzialmente visibilità zero, e non possono essere trovate se non con una ricerca diretta.

La professionista al "tavolo degli smartphone" gestisce di fatto un numero molto elevato di dispositivi, installando e disinstallando i vari software in modo da incrementare considerevolmente il numero delle installazioni. Un "favore" che queste aziende fanno agli sviluppatori sotto lauto compenso, naturalmente: si parla di 11.200 dollari per entrare nella Top Ten, mentre per rimanere fra le prime dieci posizioni sono necessari 65.000 dollari a settimana.

La foto originale è apparsa su Weibo (sostanzialmente il Twitter cinese) con la didascalia "Un impiegato lavora duramente nella manipolazione delle classifiche su App Store", tuttavia è difficile stabilire il reale livello di affidabilità della fonte. Apple ha cercato di prevenire l'uso di bot per la generazione delle singole installazioni, tuttavia se queste avvengono manualmente sono ben ridotti i mezzi a disposizione delle varie società.


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Allarme spyware su iOS: a rischio i dati degli utenti

L'ecosistema chiuso che ha creato Apple per i propri iPhone e iPad si è rivelato parecchio efficace nel tempo, anche se sappiamo bene che nell'ambito informatico la sicurezza al 100% è un'utopia. Un nuovo tipo di spyware, infatti, si anniderebbe all'interno di alcune pagine web e, una volta scaricato e installato su un dispositivo iOS, potrebbe accedere e inviare a server remoti parecchie informazioni sensibili contenute nel dispositivo.

XAgent, questo il nome del malware, è parte della campagna "Operation Pawn Storm", scrive TrendMicro, un'operazione di "cyber-spionaggio" industriale con fini economici e politici che punta ad ottenere dati sensibili da governi, agenzie militari, industrie della difesa, organi mediatici. Si tratta, in sostanza, di una versione specifica per iOS del malware noto come SEDNIT compatibile invece con ambienti Windows. Attivando il microfono da remoto, inoltre, l'utente malintenzionato può ricevere anche registrazioni audio da parte del dispositivo infetto.

"L'obiettivo più ovvio di spyware analoghi a SEDNIT è quello di rubare dati personali, registrare audio, effettuare screenshot e mandare tutti i dati ad un server command-and-control (C&C) remoto", scrive TrendMicro sul suo comunicato. "Al momento in cui scriviamo, il server C&C contattato dal malware iOS è attivo". Ma si tratta davvero di un pericolo per l'utente di iPhone e iPad? Si, ma solo in parte e, come al solito, è necessario prestare un grado di attenzione minimo per aggirarlo, oltre a un pizzico di buon senso che non guasta mai quando si naviga online.

Il malware può essere contenuto all'interno di una pagina web e installato attraverso subdole pratiche di phishing. Prima dell'esecuzione, tuttavia, iOS notificherà l'utente dell'avviamento del processo, richiedendo una conferma. Si tratta di una di quelle schermate di notifica a cui spesso l'utente meno attento presta poca attenzione, accettando senza in realtà conoscere, né capire, cosa sta dietro a quella richiesta. Ed è così che lo spyware attecchisce sul sistema, con un comportamento sensibilmente diverso in base alla versione del sistema operativo in uso.

Su iOS 7, scrive la società di sicurezza, l'icona dell'applicazione è nascosta e, se terminato il processo, questo si riavvia. Diverso il discorso su iOS 8 in cui l'icona viene mostrata regolarmente e il processo non si riavvia in seguito alla chiusura. "L'aspetto positivo per gli utenti è che la procedura di installazione non avviene automaticamente", ha dichiarato Jon Clay durante un'intervista a Macworld. "Ci sono infatti dei passaggi che l'utente deve seguire per portarla a termine".


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